SoundArticle: Ludovico Einaudi – Yerevan

Dobbiamo rieducarci al valore del silenzio. Non dice nulla eppure dice tutto.

Attenzione, complicità, estraniamento, pausa, riflessione, attesa, tristezza, meditazione, solitudine, quiete, rituale, bellezza, vuoto, spazio, perdita. Ci siamo mai chiesti in quanti infiniti modi può essere letto il silenzio? Dalla musica alla punteggiatura, dal cinema allo zen, il silenzio riveste un ruolo fondamentale, trasmettendo sensazioni diverse, seppur presentandosi sempre nella stessa veste.

Il valore del silenzio nello zen

Trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro centrale che rende utile la ruota. Plasmiamo la creta per formare un recipiente, ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente. Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza: sono queste aperture che rendono utile una stanza. Perciò il pieno ha una sua funzione, ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.

Lao Tzu

Un maestro indù mostrò un giorno ai suoi discepoli un foglio di carta con un punto nero in mezzo. «Che cosa vedete?» chiese «Un punto nero!» risposero. «Mi stupisce come tutti vediate un punto nero e non tutto lo spazio bianco che c’è intorno!» replicò il maestro. Noi non ascoltiamo il silenzio e le cose che non vengono dette. Ma anche quello è comunicazione.

koan-zen

Il valore del silenzio nella musica

Il silenzio tra le note racchiude la chiave di tutta la musica.

Dal film Cloud Atlas

Convenzionalmente in musica ci sono simboli codificati a cui è attribuito un determinato valore al quale corrisponde la lunghezza della pausa, ovvero il momento in cui il musicista non emette alcuna nota. Le pause sono parte integrante della composizione al pari delle note. C’è chi ha scritto musica con il silenzio come John Cage nella sua composizione 4′33″. Il brano rappresenta lo zero assoluto della musica, quel punto irraggiungibile in cui il quantitativo di energia rasenta la nullità e che invece, in questo brano, cambia la percezione dell’ascolto che diventa quasi una sorta di partecipazione, una sorta di calamaio in cui noi abbiamo il potere di intingere e scrivere nel momento stesso dell’esecuzione, perché la musica di 4′33″ è l’ambiente stesso. Il silenzio che compone una musica sempre nuova grazie alla penna del noi sul foglio dell’ora.

Simbolo utilizzato in musica per la pausa di minima.

Simbolo utilizzato in musica per la pausa di minima.

Il valore del silenzio nella scrittura e nella grafica

Probabilmente il mondo è nato per paura del vuoto.

Stanisław Jerzy Lec

Lo spazio vuoto è il silenzio della scrittura. Come potremmo mai leggere se le parole fossero legate l’una all’altra senza un vuoto a separarle? Come si potrebbero applicare le leggi della Gestalt se non ci fosse il vuoto, il cosiddetto spazio bianco? La collocazione spaziale di elementi, parole, immagini, ha senso solo grazie al vuoto. Gli scrittori temono la pagina bianca, quella sensazione che ha a che fare con la paura di non saper gestire il vuoto, con la paura dell’horror vacui. Il vuoto divora e crea illusione. Il vuoto è assassino e vittima. Il vuoto muta la cronologia del tempo, ne altera la leggibilità. Il vuoto non ruba, arricchisce. Il vuoto gestisce la forma e le dà senso.

Triangolo di Kanizsa.

Triangolo di Kanizsa.

Il valore del silenzio nella meditazione

Il silenzio è l’arte del guerriero, la meditazione è la sua spada.

Dan Millman

Se lo ascoltiamo, il silenzio non fa mai lo stesso rumore. La meditazione è il silenzio rigenerativo della mente, così come il digiuno è il silenzio rigenerativo del corpo. Entrambi servono a disintossicare, a liberare, a creare nuovo spazio: è il vuoto che rende possibile la tessitura e la congiunzione di due o più elementi. Il silenzio della meditazione ci serve per dimenticare il contenuto e metterci in contatto con il contenitore della nostra vita: il nostro corpo e la nostra mente nella loro dimensione più pura, essenziale. Il silenzio è la meditazione dell’anima.

Ensō zen.

Ensō zen.

Il valore del silenzio nell’arte

È necessario liberare l’arte dal suo tradizionale significato tecnico, passando dalla zona dell’arte all’antiarte, al gesto, all’azione per metterla a completa disposizione dell’uomo. Cioè arte uguale vita, arte uguale uomo.

Joseph Beuys

Il corpo ha un proprio linguaggio, il silenzio nell’arte è di chi ha iniziato ad usarlo per creare un’arte diversa, un’arte nata dal gesto e non da un processo razionale. Pollock e la sua resa al caos, Fontana e i suoi tagli nella tela, Yves Klein e il suo pennello umano. Il silenzio lo respiro nelle tele di Rothko, lo sento urlare nei sacchi di juta violentati da Burri, serpeggiare tra i feltri logori di Beuys o comunicare attraverso lo sguardo inerme dell’Abramovic in ballo nel gioco della volontà umana.

Nella vita come nell’arte è difficile dire qualcosa che sia così efficace come il silenzio.

L. Wittgenstein

Il valore del silenzio nella vita

Il parlare è spesso un tormento e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.

Carl Jung

Quando il nostro cervello ha bisogno di riflettere necessita di silenzio. Quando ne abbiamo abbastanza di qualcuno o qualcosa avvertiamo la necessità di prenderci una pausa. Quando rimaniamo attoniti o rapiti dalla visione o dall’emozione di qualcosa che ci toglie il fiato, restiamo senza parole. Quando perdiamo qualcuno che amiamo, il silenzio diventa la dimora dei nostri pensieri.

Noi discendiamo dagli animali e la nostra casa è stata per tanto tempo la natura. La città fagocitata dal caos non appartiene alla dimensione dell’uomo. Avvertiamo il bisogno di riconciliarci con la nostra spiritualità. La notte infatti è il momento del silenzio, quando l’imbrunire traccia il confine tra civilità e selvaggio, tra rumore e silenzio.

Il gesto più eloquente nelle espressioni verbali umane è quello del silenzio.

Anonimo

Il silenzio è nel presente, il resto è eco. Il momento in cui si fa silenzio è ora, un momento in cui solo il silenzio interessa e nient’altro. Il silenzio sa dire tante cose, sa parlare tante lingue. Il silenzio possiede una voce a volte addirittura assordante. Il silenzio non è chiusura, al contrario: il silenzio è come un cerchio aperto perché non è separato dal resto delle cose, ma è lui che le contiene tutte.

Divergenthink