festa dei nonni

Festa dei nonni, anche Google oggi festeggia i nonni di tutto il mondo con un doodle dedicato: dei grandi alberi dalle radici forti e profonde, che abbracciano i piccoli alberi della foresta che un giorno prenderanno il loro posto…

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Doodle di Google per la Festa dei Nonni

SoundArticle: Flo Sandon’s – T’ho voluto bene non dimenticar!

Ho sempre pensato che i nonni siano il nostro esempio di vita. Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere tutti i miei nonni, ma ho sempre pensato che dei piccoli pezzi di loro vivessero in me, i riccioli neri di mia nonna e la sua grande passione per i libri e la scrittura, i grandi occhi neri e la passione per la musica di mio nonno, le sue labbra disegnate…

Quando una persona non è più tra noi, continua a vivere nei racconti dei cari che l’hanno amata. Mia nonna conserva ancora le lettere piene di amore di mio nonno e ogni volta che le rileggo mi commuovo. Penso a come era bello l’amore di una volta, quello vero, quello che ti teneva sveglio la notte a scrivere poesie illuminato da una candela, quello che ti teneva legato ad una persona per tutta la tua vita.

Mio nonno era molto intelligente e anche se povero, fece di tutto per riuscire a comprarsi i libri e ottenere il diploma di scuola media. Adorava la famiglia più di ogni altra cosa al mondo, abbracciava i suoi figli fino allo sfinimento e gli ricordava ogni giorno quanto bene volesse loro. Mi racconta spesso mia nonna che era geloso se gli altri la guardavano! Ma che la teneva sempre per mano e nell’altra i suoi figli, che non faceva nemmeno un passo senza lei e che la notte piangeva se uno dei suoi figli stava male.

Mia mamma mi racconta che mia nonna faceva la maestra d’asilo e che adorava i bambini. Mia nonna custodiva un diario in cui, nell’ultimo periodo della sua vita, annotava tutti i pensieri e le riflessioni della giornata. Ho letto tante volte quel diario, restavo incantata dalla forza silente di questa donna che riusciva a tenere la sua famiglia fuori dal dolore di una brutta malattia che l’aveva colpita, perché lei era sempre sorridente e carica d’amore per i suoi figli e per i suoi bambini dell’asilo, che oggi anziani, ancora la ricordano con le lacrime agli occhi.

Mamma mi racconta di come avesse conosciuto mio nonno, un uomo compagnone e sempre sorridente. Mio nonno era andato in Africa durante la seconda guerra mondiale, ma nel suo paese natale, aveva lasciato la fidanzatina. Quest’ultima però, non aveva avuto l’opportunità di studiare e quindi non sapeva né leggere, né scrivere. Mia nonna invece era una scrittrice talentuosa, spontaneamente dalla sua penna uscivano dei pensieri così poetici e profondi da restare incantato e furono proprio le sue parole a conquistare il cuore di mio nonno distante chilometri e chilometri, un uomo che non sapeva neppure che volto avessero quelle parole. Vi ricordate Totò nel film “Miseria e Nobiltà” in cui c’era il dotto che scriveva le lettere agli analfabeti del paese? Ecco, mia nonna faceva la stessa cosa e fu così che la fidanzatina di mio nonno si recava da lei per poter scrivere le lettere da spedire a mio nonno in Africa. Ma il soldato lontano, capì subito che quelle parole non venivano dalla sua fidanzata, d’altronde un artista mette sempre del suo quando fa quello che ama e così mia nonna arricchiva le parole e i pensieri della gente comune con la leggiadria che solo un poeta possiede. Al contrario mia nonna leggeva le lettere che mio nonno inviava alla sua fidanzata e gli occhi di mia nonna ripercorrevano quelle parole scritte sotto il cielo d’Africa, in chissà quale notte buia, in cui l’amore riscaldava il cuore di un uomo lontano e solo, senza certezza di tornare a casa nel bel mezzo di una guerra.

Mia nonna, l’unica che ho e che ho conosciuto, mi dice sempre che la mia generazione è fortunata, che noi non abbiamo vissuto i drammi della guerra, i morsi della fame e le privazioni della povertà. Ma io invece penso che loro erano molto più fortunati di noi a potersi innamorare grazie alla poesia delle parole, quelle che nascono direttamente dal cuore, al fascino immortale di quelle lettere ingiallite dal tempo, in cui ancora resta vivo, nell’inchiostro nero, l’essenza di un amore che ha reso un uomo immortale. Loro non erano alienati dalla vacuità dei social, loro parlavano, si guardavano, si stringevano forte, danzavano, si dicevano ogni giorno ti amo. Erano autentici loro, le loro vite, i loro sentimenti, le loro famiglie.

Mi piace condividere con voi questi ricordi, perché in queste storie per me vivono i miei nonni, quelli che non ho avuto la fortuna di poter abbracciare. A volte cerco di immaginarmeli, di pensare a cosa avrebbero potuto dirmi, ai consigli che avrebbero potuto darmi nei momenti difficili, a volte sento la loro mancanza… Ma poi penso che loro vivono in me e che quindi non c’è bisogno di avvertire la loro mancanza, loro per me sono i miei eroi, il mio esempio di vita, ciò che voglio diventare: una persona forte, solare, sorridente, che ama la famiglia, che offre il suo aiuto alla comunità, che fa ciò che ama e che la fa sentire viva, che abbraccia tutti i giorni i suoi cari fino allo sfinimento e gli ricorda quanto li ama.

Perciò oggi questo articolo lo dedico ai miei nonni non lassù, ai miei nonni quaggiù, nel mio cuore.

Buona festa dei nonni a tutti i nostri piccoli grandi eroi e spero che anche voi abbiate tante storie da raccontare dei vostri nonni, perché raccontare significa non dimenticare, significa continuare ad amare.

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