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Attentato Barcellona: vorrei parlarvi di tante cose belle al mondo e invece mi ritrovo a dover parlare di terrore, di stragi, di morte. Ormai mi conoscete, sapete che mi piace scegliere sempre una colonna sonora che vi accompagni nella lettura di un mio articolo, ma la musica è arte, è espressione, è emozione e nulla di tutto ciò ha a che fare con la violenza, violenza gratuita, brutale.

Da ieri sera, come sono solita fare ogni volta che purtroppo accade un attentato terroristico, sono stata lì pietrificata, allibita davanti alla tv ad ascoltare e a vedere le immagini dell’attentato terroristico a Barcellona. Mi tornano in mente le scene di Nizza, di Londra, degli attacchi in Germania, a Bruxelles e sapete cosa mi viene in mente? La frase di un film, La tigre e la neve che dice:

Lo sai perché si fanno le guerre? Perché il mondo è cominciato senza l’uomo e senza l’uomo finirà.

Il pericolo più grande per l’uomo è l’uomo, ci stiamo sterminando in nome di cosa? Di credi religiosi, di soldi, di potere… cosa di così importante da giustificare violenza e stermini? Nel mondo animale c’è un equilibrio che viene rispettato, nel mondo “umano” no, per offendere qualcuno non bisognerebbe dire “Sei una bestia” ma “Sei un uomo!”.

Non si può pensare di morire mentre siamo in vacanza con i nostri cari, non si può credere che siamo pedine inconsapevoli e vulnerabili di giochi di potere tra grandi, in cui non abbiamo diritto di libertà, diritto alla vita, diritto di essere al sicuro durante la nostra quotidianità che dovrebbe essere sinonimo di normalità, non di morte. Gente comune che viene uccisa mentre passeggia, sorride, prende la metro per andare al lavoro, mentre assiste ad un concerto, mentre guarda una partita. Questa non è vita, questa è una sorta di dimensione distorta in cui la nostra quotidianità sta entrando, una dimensione in cui la violenza gratuita regna sovrana senza regole! Lo chiamano “terrorismo” perché ci fa vivere nel terrore, ma la paura non può essere più forte del nostro sacro santo diritto alla libertà.

Restiamo tutti sconvolti quando i telegiornali dicono che l’attentatore mentre uccideva rideva, nonostante la psicologia ci dice che esistono menti malate, non possiamo non inorridire davanti a tutto ciò. Ma mi piace pensare che l’amore resiste ed esiste anche nella violenza più spietata come un fiore di loto immacolato nel fango, come quel papà che ha fatto da scudo ai suoi figli per proteggerli, perché quando vedi questi gesti pensi che non tutto è una feccia e che per fortuna, anche se la lotta tra bene e male non avrà mai fine come nei film dei supereroi, alla fine l’amore vince sempre su tutto.

Sono vicina a tutti coloro che hanno perso un familiare nell’attentato di Barcellona e dedico questi pensieri a quelle persone che fino a ieri passeggiavano felici e che oggi sono diventati angeli.

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