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Vegan: vi racconto la mia esperienza

Oggi vorrei parlarvi della mia esperienza vegan, perché in tanti mi avete chiesto di condividere con voi i miei pensieri su questo tema diventato così famoso e importante in questi ultimi anni.

Innanzitutto chiariamo il significato della parola VEGAN. Essere vegan significa abbracciare uno stile di vita che comprende in toto l’eliminazione della sofferenza animale dalla propria vita, sposando così una causa etica nel rispetto di ogni forma vivente animale, non usando abiti di cuoio, pelle, pellicce, seta o lana, sostanze come cere, liquirizia, caramelle, fondotinta, creme, rossetti realizzate con derivati animali, significa essere contrari allo sfruttamento di animali a scopo di lucro (circo, acquari, animali da traino come le carrozze trainate dai cavalli a Roma o Firenze) vuol dire eliminare dalla propria alimentazione il pesce, la carne, le uova, latte, latticini formaggi e qualsiasi derivato del latte, mangiare solo frutta e verdura di stagione, indossare abbigliamento sostenibile e fare uso di cosmetica naturale. Questi sono i punti che più nel concreto possiamo apprezzare della filosofia vegan.

Sicuramente non è facile adottare questo stile di vita e solo chi ci crede fermamente può fare questa scelta in maniera determinata e priva di condizionamenti. Io stessa posso dirvi che di tutte le persone vegan che conosco, soltanto una lo è per davvero, fino in fondo, le altre lo fanno “a metà” o lo sono perché ormai essere vegan è di moda.

Premetto che non voglio assolutamente schierarmi né dalla parte dei vegan, né dalla parte degli onnivori. Ognuno per me è libero di fare la sua scelta, purché sia fatta consapevolmente e senza condizionamenti (non fatelo per moda o per dieta né da un giorno all’altro) e con un nutrizionista o con un medico che vi segua passo passo nel vostro nuovo stile di vita, perché cambiare alimentazione non è una cosa che possiamo fare da soli, considerando che può avere ripercussioni sulla nostra salute.

Ma torniamo a me, io ho smesso di mangiare carne in tempi non sospetti, quando la parola vegan si credeva essere la marca di un nuovo chewingum, semplicemente per motivi etici. Essendo cresciuta a stretto contatto (per mia fortuna) con animali e una splendida natura ancora incontaminata, ho nutrito sempre molto rispetto nei confronti della vita dei miei amici a quattro zampe. Nei piccoli paesi però, è norma uccidere conigli, maiali e polli per potersene cibare e quel massacro mi sembrava una pratica così triviale, che non volevo mai prendere parte a quei banchetti sanguinolenti. Così, già da piccola, tagliuzzavo la mia bistecca dandola di nascosto ai gatti sotto al tavolo per poter dire che avevo finito il mio piatto e sfuggire così alla solita predica del genitore apprensivo.

A diciannove anni sono andata a vivere da sola per motivi di studio e così potevo orgogliosamente limitare al massimo i miei consumi di carne e pesce fino ad una sera in cui sentì un intervento del dott. Veronesi a Porta a Porta in cui si parlava dell’essere vegetariani, era il 2012. Fino a quel momento non avevo mai preso in considerazione l’idea di poter eliminare totalmente la carne e il pesce dalla mia dieta, perché ero cresciuta sentendomi ripetere “Da dove le prendi le proteine se non dagli animali?”. Ma il dott. Veronesi, spiegava che anche i vegetali contengono proteine che si possono sostituire a quelle animali e dunque, si può tranquillamente scegliere di eliminare il pesce e la carne, integrando con legumi, uova e formaggi senza aver nessun deficit di sostanze nutritive. Dal quel giorno e per i sei anni successivi, eliminai totalmente la carne e il pesce dalla mia dieta e dopo due anni, scelsi anche di eliminare anche le uova, il latte e i derivati del latte. Perché? Perché chi sceglie di essere vegan sceglie di non far soffrire gli animali e quelli che soffrono di più sono proprio quelli da latte o da uova che devono restare in vita in condizioni disumane, soprattutto negli allevamenti intensivi, ovvero i lager degli animali.

In quegli anni mi feci una vasta cultura vegan, leggendo libri, consultando riviste, seguendo blog, guardando documentari e mi resi conto che in realtà c’erano sostanze animali in tantissime cose che reputavo “innocue” come gomme da masticare, caramelle, fondotinta, cemento, sigarette, pennelli, rossetti, succhi di frutta, lecca lecca, gelatina per dolci, vino, birra, rivestimenti di pillole, candele, pellicole, insomma dovunque! E per quanto riguardava gli alimenti, sono sempre stata molto attenta a leggere le etichette e tutti i cibi vegan come burger, formaggi, carne vegetale o pesce vegetale, erano sempre un mix di tantissimi, troppi ingredienti e conservanti chimici nocivi alla salute. Per cui quei cibi erano tutto fuorché salutari come volevano far credere!

Poi sono sempre stata contraria ad assumere farmaci o ad integrare vitamine perché credo che il nostro fisico sia una macchina perfetta e tutto ciò che gli serve è già pronto in natura, quindi non assumevo calcio, vitamina b12 o beveroni proteici che di solito integrano i vegani nella loro dieta. Così iniziai ad autoprodurre tutto da me, utilizzando soltanto cibi naturali, ma a lungo andare quella dieta solamente vegetale iniziò a crearmi parecchi problemi di salute, fino all’anno scorso in cui finii per non digerire e assimilare più nulla e a perdere cinque chili di peso in un mese.

Così, dopo un periodo in cui la sola cosa che riuscivo a mangiare era la pastina in bianco, decisi di affidarmi alle cure di un ottimo medico nutrizionista che esaminò il mio caso. Le mie analisi del sangue erano totalmente sballate e dalle analisi bioimpedenziometriche risultò che avevo perso in sei anni 13 chili di muscoli. Da quella visita dovetti riprendere a magiare carne e pesce e dopo una cura durata cinque mesi, oggi sono tornata a recuperare una massa muscolare equilibrata e dei valori del sangue perfetti. Ovviamente ogni caso è da analizzare a sé, io sono sempre stata molto attenta a cercare di introdurre surrogati vegetali per introdurre proteine nella mia dieta vegan e sono sempre stata una tipa sportiva, corro, vado in bici, faccio pilates e lunghe passeggiate in montagna, ma tutto questo non è servito a mantenere inalterata la mia massa muscolare.

Vi ho raccontato la mia esperienza per consigliarvi di fare delle scelte consapevoli e di essere affiancati da un bravo medico che vi segua passo passo, monitorando la vostra massa magra, i vostri valori del sangue e tutte le vitamine di cui avete bisogno quotidianamente per non incappare in spiacevoli disguidi salutari come purtroppo è accaduto a me. Detto ciò ripeto che ogni fisico è diverso e ogni caso va esaminato singolarmente per cui la mia esperienza non è da affiancare ad altri casi di persone vegan che magari lo fanno da anni e stanno benissimo. Io stessa ho un amico “fruttariano” che si nutre soltanto di frutta da diversi anni e sta benissimo, per cui l’importante è che qualsiasi sia la vostra scelta alimentare, sappiate ascoltare e assecondare il vostro fisico e siate sempre monitorati da un medico, cercando di condurre una vita per quanto più possibile rispettosa dell’ambiente e della vita degli animali, evitando inutili sprechi e mangiando in maniera naturale ed equilibrata.

Spero di esservi stata utile e per qualsiasi chiarimento o domanda scrivetemi pure, sarò lieta di potervi rispondere e consigliarvi al meglio!

Divergenthink

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