poesia

Poesia nell’opera lirica

La lirica o si ama o si odia. Io l’ho sempre ritenuta l’opera d’arte più perfetta e completa, poiché le opere liriche uniscono la poesia alla musica, l’interpretazione al canto, la scenografia al racconto, investendoci con una forza devastante che ci emoziona come poche cose al mondo. Cosa è poi la musica se non poesia danzante?

Le opere ci raccontano storie bellissime e andare al teatro per poterle ascoltare è un po’ come tornare bambini e farsi coccolare dalla mamma che, con la sua melodica voce, ci racconta una fiaba prima di addormentarci.

SoundArticle: Antonín Dvořák – Song to the moon

Oggi mi piacerebbe condividere alcuni dei miei passi preferiti, passi che per me sono piccoli boccioli di bellezza. Ce ne sono a migliaia a dire la verità, piano piano li condividerò tutti con voi!

Eccoci qui. Questa è Mimì, gaia fioraia. Il suo venir completa la bella compagnia, perché son io il poeta, essa la poesia. Dal mio cervel sbocciano i canti, dalle sue dita sbocciano i fior, dall’anime esultanti sboccia l’amor.

La Bohème

 

Tu? tu? tu? tu? tu? tu? tu?
piccolo Iddio! Amore, amore mio,
fior di giglio e di rosa.
Non saperlo mai per te,
pei tuoi puri occhi,
muor Butterfly…
perché tu possa andar
di là dal mare
senza che ti rimorda
ai di maturi, il materno abbandono.
O a me, sceso dal trono
dell’alto Paradiso,
guarda ben fiso, fiso di tua madre la faccia!
che ten resti una traccia, guarda ben!
Amore, addio! addio! piccolo amor!
Va’ gioca, gioca!

Madama Butterfly

 

Piccola luna, così alta nel cielo,
la tua luce mi trafigge da lontano,
tu erri per il vasto mondo,
tu vedi le cose degli umani.
Piccola luna, fermati un istante,
dimmi dov’è il mio amore!

E digli, piccola luna d’argento,
che per me tu l’avvolgi fra le tue braccia,
digli che, almeno per un istante,
egli si ricordi di me in sogno.
Rischiaralo, laggiù, molto lontano,
e digli quanto l’aspetto!

E se io apparissi in sogno, a quest’anima umana,
forse si sveglierebbe con il ricordo!

Rusalka

 

Tanto amore segreto e inconfessato, grande così che questi strazi son dolcezze per me perché ne faccio dono al mio Signore. Perché, tacendo, io gli do, gli do il tuo amore… Te gli do, Principessa, e perdo tutto! Persino l’impossibile speranza! Legatemi! Straziatemi! Tormenti e spasimi date a me, ah, come offerta suprema del mio amore! Calaf

La tua anima è in alto, ma il tuo corpo è vicino! Con le mani brucianti stringerò i lembi d’oro del tuo manto stellato. La mia bocca fremente premerò su di te! Il bacio tuo mi dà l’eternità! Calaf

Straniero, quando sei giunto, con angoscia ho sentito il brivido fatale di questo mal supremo. Quanti ho visto morire per me! E li ho spregiati. Ma ho temuto te! C’era negli occhi tuoi la luce degli eroi. C’era negli occhi tuoi la superba certezza. E t’ho odiato per quella! E per quella t’ho amato! Tormentata e divisa fra due terrori uguali: vincerti o esser vinta. E vinta sono! Ah! Vinta, più che dall’alta prova, da questa febbre che mi vien da te! Turandot

Calaf: Sei mia! Mia!

Turandot: Questo chiedevi. Ora lo sai. Più grande vittoria non voler! Parti, straniero, col tuo mister!

Calaf: Il mio mistero? Non ne ho più! Sei mia! Tu che tremi se ti sfioro! Tu che sbianchi se ti bacio puoi perdermi se vuoi! Il mio nome e la vita insiem ti dono! Io sono Calaf, figlio di Timur!

Turandot: So il tuo nome! So il tuo nome!

Calaf: La mia gloria è il tuo amplesso!

Turandot: Odi! Squillan le trombe…

Calaf: La mia vita è il tuo bacio!

Turandot: Ecco! È l’ora! E’ l’alba! E’ l’alba! È l’ora della prova!

Calaf: Non la temo! Dolce morir così!…

Turandot: Tengo nella mia mano la tua vita! Ah! Padre augusto, conosco il nome dello straniero! Il suo nome è… Amor!

Turandot

 

Volaron già tre lune
Dacchè la mia Violetta
Agi per me lasciò, dovizie, amori,
E le pompose feste
Ove, agli omaggi avvezza,
Vedea schiavo ciascun di sua bellezza…
Ed or contenta in questi ameni luoghi
Solo esiste per me… qui presso a lei
Io rinascer mi sento,
E dal soffio d’amor rigenerato
Scordo ne’ gaudii suoi tutto il passato.
De’ miei bollenti spiriti
Il giovanile ardore
Ella temprò col placido
Sorriso dell’amore!
Dal dì che disse: Vivere
Io voglio a te fedel,
Dell’universo immemore
Mi credo quasi in ciel.

La Traviata

 

Fummo allora votati alla notte!
Il perfido giorno pronto all’invidia ci poteva dividere col suo inganno,
ma non più tradire con la sua menzogna!
Dal suo vano splendore
dal suo vano lucore
ride chi alla notte ha dedicato lo sguardo!
Della sua scintillante luce
i lampi fuggitivi
non ci accecano più.
Chi amoroso osserva la notte dell’amore
a chi ella confida il suo profondo mistero
le menzogne del giorno,
la gloria e l’onore,
la potenza e la ricchezza,
per quanto splendidi e nobili,
come vana polvere solare
davanti a lui si sono dissipati!
Nella vana illusione del giorno
rimane a colui una sola aspirazione,
l’aspirazione laggiù,
verso la sacra notte,
dove dall’eternità,
unicamente vera
a lui sorride la gloria d’amore!

Tristan and Isolde

Non sono bellissimi? Come si fa a non emozionarsi? Scrivetemi se vi sono piaciuti e fatemi sapere quali sono i vostri preferiti!

Divergenthink

 

 

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