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Mak Filiser e la sua storia. La vera ricchezza di un uomo qual è?

Mak Filiser ha una storia da raccontarci.

SoundArticle: Howard Shore – Spotlight

Ho trovato una storia sul web questa mattina, una storia che mi ha commosso. La mia risposta a questa storia è stata una poesia, perché la poesia mi serve per ricercare, per interrogarmi… e cerco di capire: Qual è la vera ricchezza di un uomo? 

Oggi so rispondere a questa domanda, perché due persone molto speciali me l’hanno insegnato. Ma a volte capita che, crescendo, dimentichiamo… e la testimonianza di Mak Filiser ci serve proprio a questo, a non dimenticare. Australia, Mak Filiser era un anziano in una casa di riposo non diverso da tutti gli altri. Si è spento da solo, senza nessun caro che andava ormai a fargli visita da tanto tempo. Un giorno la sua infermiera, mettendo a posto le sue cose, trovò per caso una lettera, una lettera scritta da Mak…

“Vecchio Scorbutico” di Mak Filiser

Che cosa vedi infermiere? Cosa vedi?
A cosa stai pensando … quando mi guardi?
Vedi un uomo vecchio, irritabile … non molto saggio,
dalle abitudini incerte … con gli occhi lontani?
Che dribbla con il cibo … e non da alcuna risposta.

..e che quando provi a dirgli a voce alta : ..”almeno assaggia” !
Sembra nulla gli importi di quello che fai per lui..
Uno che perde sempre il calzino o la scarpa..
..che ti resiste, non permettendoti di occuparti di lui..
per fargli il bagno, per alimentarlo… e la giornata diviene lunga ..

Ma cosa stai pensando?.. E cosa vedi ??
.. Apri gli occhi infermiera !!.. perchè tu non sembri davvero interessata a me..
Ora ti dirò chi sono.. mentre me ne stò ancora seduto quì a ricevere le tue attenzioni
… lasciandomi imboccare per compiacerti.
Ho accettato l’offerta di nascere … e ho mangiato secondo il loro piacimento.

“Io sono un piccolo bambino di dieci anni con un padre ed una madre,
Fratelli e sorelle che si voglion bene ..
Sono un ragazzo di sedici anni con le ali ai piedi..
che sogna presto di incontrare l’amore ..
A vent’anni sono già sposo… il mio cuore batte forte ..
giurando di mantener fede alle sue promesse ..
A venticinque….ho già un figlio mio..
che ha bisogno di me e di un tetto sicuro, di una casa felice in cui crescere.
Sono già un uomo di trent’anni e mio figlio è cresciuto velocemente,
siamo molto legati uno all’altro da un sentimento che dovrebbe durare nel tempo.
Ho poco più di quarant’anni, mio figlio ora è un adulto e se ne và,
ma la mia donna mi stà accanto.. per consolarmi affinchè io non pianga.
A poco più di cinquant’anni… i bambini mi giocano attorno alle ginocchia ,
Ancora una volta, abbiamo con noi dei bambini io e la mia amata..

Ma arrivano presto giorni bui…. mia moglie muore..
..guardando al futuro rabbrividisco con terrore..
Abbiamo allevato i nostri figli e poi loro ne hanno allevati dei propri.
..e così penso agli anni vissuti… all’amore che ho conosciuto.
Ora sono un uomo vecchio… e la natura è crudele.
Si tratta di affrontare la vecchiaia… con lo sguardo di un pazzo.
Il corpo lentamente si sbriciola… grazia e vigore mi abbandonano.
Ora c’è una pietra… dove una volta ospitavo un cuore.
Ma all’interno di questa vecchia carcassa un giovane uomo vive ancora
e così di nuovo il mio cuore martoriato si gonfia..
Mi ricordo le gioie… ricordo il dolore.
Io vorrei amare, amare e vivere ancora ..
ma gli anni che restano son pochissimi.. tutto è scivolato via .. veloce.
E devo accettare il fatto che niente può durare..”

Quindi aprite gli occhi gente… apriteli e guardate.
“Non un uomo vecchio”… avvicinatevi meglio e… vedete ME!”

mak filiser
Mak Filiser e sua moglie

L’infermiera pubblicò quella lettera che in poco tempo è diventata virale e ha fatto il giro di tutto il mondo, la lettera non scritta da un anziano scorbutico come egli stesso si definiva, ma la lettera scritta da un uomo buono e pieno di amore.

Caro Mak…

I ricordi restano nel cuore,
tra le pieghe della pelle resta il dolore.
Quelle pieghe che diventano solchi profondi
contorni di uno sguardo in cui sprofondi…
Parole semplici di un uomo buono
che dopo tanto amore, vive l’abbandono
e muore solo, dimenticato,
senza la mano di chi ha amato.
La sua storia è stata affidata ad una poesia
l’unica via scevra dall’ipocrisia,
e a noi resta questa amara verità
che l’amore complice dell’indifferenza diventa atrocità.

– Divergenthink

Mi piace concludere questa storia con la foto di Mak Filiser non solo nella sua casa di riposo da anziano, ma nel giorno delle sue nozze, quello più bello della sua vita, con la sua donna, quella donna che lui ha amato da sempre, quella donna a cui è rimasto fedele, quella donna che quando se ne è andata, ha lasciato un vuoto incolmabile e dopo quel giorno Mak è rimasto solo. Ecco qual è la vera ricchezza di un uomo: l’amore.

Divergenthink

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