la tartaruga rossa

La tartaruga rossa, il significato e la metafora della vita e del tempo

La Tartaruga Rossa è un viaggio incantevole e commovente raccontato con la forza disarmante delle immagini. In questo straordinario film di animazione, disegni molto semplici quanto profondi, vengono animati dalla musica e dai sentimenti per mettere a nudo le emozioni più pure e intense dell’animo umano, ma soprattutto, per metterci di fronte a temi a volte troppo grandi per poterli comprendere fino in fondo.

SoundArticle: Laurent Perez Del Mar – Flying With The Turtles

La Tartaruga Rossa è sicuramente uno dei migliori film di animazione che io abbia visto negli ultimi anni, profondo, commovente, magico, poetico, ti entra dentro dalle prime scene facendoci sentire vicini al protagonista. Una scelta eloquente quella di Michaël Dudok de Wit e Pascale Ferran quella di affidare la narrazione non alle parole, bensì alla musica, alle immagini e alle emozioni. Eh sì vi sembrerà strano, ma durante tutti i centoventi minuti della durata de’ La Tartaruga Rossa, non udiremo proferir verbo da nessuno dei personaggi, ma perché? Cosa vuole dirci il regista? Qual è il significato de’ La Tartaruga Rossa?

la tartaruga rossa

La narrazione inizia con un uomo di cui non sappiamo nulla: non sappiamo come si chiama, cosa fa, da dove proviene, sappiamo solo che si ritrova su un’isola deserta dopo un naufragio. Il nostro protagonista cerca di abbandonare l’isola per mettersi in salvo, ma una strana creatura getta in fumo ogni suo tentativo di salpare. Questo misterioso animale che emerge dall’immensità dell’oceano, è una tartaruga rossa.

la tartaruga rossa

Il colore è un primo indizio che ci fa capire che questa non è tartaruga comune, è speciale, è una presenza che entra silente e misteriosa nella narrazione collocandosi sulla sottile linea tra mondo reale e fantasia, è ci chiediamo da subito se è un personaggio vero o immaginario.

La tartaruga rossa è la chiave metaforica di tutto il film, rappresenta il ciclo imperterrito e infinito della vita e della natura, la nostra alienazione, il mondo immaginario che ci costruiamo per sfuggire dai nostri limiti, un mondo che ci tiene ingabbiati su un’isola deserta, senza confronti, senza stimoli, senza ponti con il mondo. La decisone del protagonista di liberarsi di quell’ostacolo, segna una svolta nella narrazione: appare una donna, simbolo della vita che continua a scorrere e che disegna nuovi scenari.

la tartaruga rossa

Ora ci sono due personaggi sull’isola, un uomo e una donna che diventano gli archetipi dell’origine, di un mondo agli arbori ancora tutto da scrivere che inizierà con loro e che sarà influenzato dalle loro scelte. I due personaggi danno vita ad un bambino e tutti e tre insieme iniziano a vivere armoniosamente sull’isola, fino al giorno della tempesta, un giorno che porta con sé una difficile decisione: restare o partire. Come dice il regista del film, una vita finisce, un’altra inizia e un’altra ancora porta a nuova vita altrove. Il bambino parte per non tornare a simboleggiare che le nostre scelte a volte sono irreversibili, ma sono indispensabili per far sì che la vita prosegua. Non scegliere e non affrontare le sfide della vita, equivale a restare immobili su un’isola deserta.

la tartaruga rossa

Il film racconta la storia in modo lineare e circolare e utilizza il tempo per parlare dell’assenza del tempo, un po’ come la musica può mettere in rilievo il silenzio. È un film che racconta che anche la morte è una realtà. L’essere umano tende a contrastare la morte, ad averne paura, a lottare per scagionarla e si tratta di un atteggiamento molto sano e naturale. Eppure si può avere nello stesso momento una bellissima comprensione intuitiva del fatto che siamo pura vita e non abbiamo bisogno di opporci alla morte. Spero che il film trasmetta un po’ questo sentimento.

Michael Dudok De Vit – regista de’ La Tartaruga Rossa

Per questo il regista ci lascia letteralmente senza parole da soli ad affrontare una narrazione a volte lenta, a volta complicata, come se fossimo dei naufraghi galleggianti sul silenzio del mare, in balia di emozioni che non possiamo spiegare né comprendere o giudicare, ma su cui possiamo e dobbiamo riflettere. E poi, in ogni viaggio che si rispetti, è il viandante che scrive la storia e così noi, in questa pellicola, possiamo disegnare possibili scenari e metafore per interpretare il profondo senso e significato de’ La Tartaruga Rossa.

Le colonne sonore composte da Laurent Perez Del Mar per La Tartaruga Rossa, accompagnano così bene la narrazione e sono così suggestive, da rendere completo e totale il tripudio di emozioni che si prova a guardare questo film. La musica è straordinariamente sensibile e così coinvolgente e toccante, che non si può non avere gli occhi lucidi alla fine de’ La Tartaruga Rossa. Guardate questo film e fatevi trasportare nel mare delle immagini e della musica, tornerete a riva con una maggiore consapevolezza e rispetto verso la vita.

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