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Hokusai, sulle orme del maestro giapponese tra la poesia della sua arte

Hokusai (Edo 1760 – Edo 1849) è stato uno dei più famosi artisti giapponesi. Pittore e xilografo, il grande maestro dell’onda decise di cambiare il suo vero nome, Katsushika Sori, in Hokusai che significa letteralmente “studio della stella polare” simbolo di buon auspicio per una brillante carriera.

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Hokusai, Tre donne che suonano strumenti musicali, olio su seta, Museum of Fine Arts, Boston

SoundArticle: Austin Wintory – Journey

E fu così, la strada d’arte intrapresa da Hokusai fu davvero illuminata dalla buona sorte, perché il suo talento e le sue straordinarie opere sono ormai conosciute in tutto il mondo. L’appellativo di essere l’artista del mondo fluttuante, deriva dagli studi che Hokusai iniziò a quattordici anni come allievo di xilografia di genere ukiyo-e, che significa “dipinto di un mondo fluttuante”. Il genere ukiyo-e aveva come soggetti persone del ceto medio, ritratte in scene di vita quotidiana, raffigurate con contorni netti, tinte piatte e poca profondità di scena. L’arte di Hokusai influenzò lo stile dei primi fumettisti, e, molto prima, l’arte di Toulouse-Lautrec, Degas e Gauguin.

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Hokusai – Donna Giapponese

Nel 1795 Hokusai ampliò i suoi studi nella scuola Scuola Tawaraya e poi, quattro anni dopo, iniziò la sua carriera in proprio, rielaborando le tecniche apprese negli anni precedenti in uno stile unico, tipico del maestro giapponese. Hokusai in quegli anni, realizzò gli Hokusai Manga, nome con cui oggi siamo soliti chiamare i fumetti, poiché quegli “schizzi” erano una raccolta di vari soggetti dipinti su xilografie in tre colori, disegnati in ordine cronologico come nella narrazione di una storia e furono considerati gli antesignani degli attuali manga.

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Hokusai manga

Hokusai consolidò la sua fama grazie alla realizzazione della serie Trentasei vedute del monte Fuji, la serie de’ La grande onda di Kanagawa. Grazie alla particolare tecnica pittorica, le opere di Hokusai si prestavano ad essere riprodotte con la stampa e fu proprio grazie a questa peculiarità che la sua arte venne conosciuta in tutta Europa, come cartoline o incarti di prezioso fascino orientale che tanto piacevano agli europei.

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Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831, xilografia

Hokusai morì a ottantanove anni, eppure per lui la morte lo rapì troppo presto: era convinto che le opere di un’artista acquistassero valore soltanto dopo i settant’anni e proprio per questo, sognava di vivere ancora per affinare la sua tecnica e raggiungere finalmente la “perfezione”.

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Hokusai, Fuji rosso, seconda stampa della serie “Trentasei vedute del Monte Fuji” – 1831

A Roma al museo dell’Ara Pacis, fino al quattordici Gennaio 2018, ci sarà una mostra intitola “Hokusai. Sulle orme del maestro” dedicata al grande artista giapponese. Potrete visionare circa 200 opere suddivise in cinque sezioni, che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:
1- MEISHŌ: mete da non perdere
2- Beltà alla moda
3- Fortuna e buon augurio
4- Catturare l’essenza della natura
5- Manga e manuali per imparare

Vi consiglio vivamente di andare a vedere Hokusai, perché rimarrete affascinati dalla tecnica del Maestro e perché, attraverso le sue opere, si respira ancora un Giappone d’altri tempi, dai colori vivi, dalle pose sinuose, con quella natura immortale e grande, quei guerrieri fieri e nobili nell’animo, quelle donne sensuali intente a vivere e sognare…

Divergenthink

 

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