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Charles Moulin, il pittore che abitava ai confini della natura

Ci sono anime che non hanno pace, ci sono anime che si ritrovano ai confini di se stesse, ci sono anime che l’unica dimora che conoscono è nella quiete della natura ancora incontaminata.

SoundArticle: Modena City Ramblers – Seduto sul tetto del mondo

Oggi vi parlo di Charles Moulin, il pittore francese che decise di trascorrere gli ultimi quarant’anni della sua vita da eremita alle pendici delle Mainarde, le splendide montagne molisane.

Charles Moulin nacque in Francia nel 1869, frequentò l’accademia di belle arti a Parigi insieme all’amico Matisse, ma fu la vincita del premio “Prix de Rome” nel 1896 che lo avvicinò al suo destino… In quell’anno giunse per la prima volta in Italia e forse proprio a Roma conobbe Vincenzo Tommasone, uno zampognaro molisano che gli fece da modello per i suoi studi anatomici e fu proprio lui a fargli conoscere la bellissima zona del Volturno in Molise, un habitat naturale che sorge alle pendici delle Mainarde.

Charles Moulin rimase colpito dalla bellezza immacolata di quei luoghi e così decise di abbandonare la caotica Parigi per trasferirsi definitivamente in Molise e fino a questo punto della storia nulla di così epico o particolare da raccontare, fu invece il suo stile di vita a trasformarlo in un personaggio quasi fiabesco, in una leggenda: Charles Moulin scelse di vivere su “una roccia a picco dell’infinito” come lui stesso parlava delle sue montagne molisane, del posto che riconobbe essere l’incavo perfetto della sua anima.

Charles Moulin si spogliò di ogni ricchezza terrena e si svincolò da qualsiasi legame affettivo, costruiva da solo le proprie basilari e disadorne dimore, fatte di pietra e prive di qualsiasi comfort, rammentava vestiti e coperte e non scendeva mai a valle per rifocillarsi, ma aspettava che spontaneamente le persone del luogo gli offrissero dei viveri in cambio dei quadri che dipingeva, di quei posti che immortalava sulle sue tele e che donarono l’immortalità alla sua anima artista.

Qui di seguito vi posto delle foto della casa di Charles Moulin, vi lascio invece il link del video che ho girato nel suo piccolo rifugio sulla pagina facebook del blog https://www.facebook.com/divergenthink/videos/692407817624725/

Casa di Charles Moulin
Casa di Charles Moulin sul Monte Marrone a 1805 m slm (Molise)
Interno della casa di Charles Moulin
Interno della casa di Charles Moulin
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Veduta dalla casa di Charles Moulin

Non si sa quale sia stato il motivo che spinse Mussiè Mulà, il nome con cui era chiamato dalle persone del posto, ad abbandonare ogni cosa e a scegliere di vivere i suoi ultimi quarant’anni di vita da eremita, forse la fine di un grande amore o forse l’esperienza di guerra che costrinse un uomo ad essere spettatore e complice della follia umana.

Charles Moulin andò ad abitare i confini della natura, dimenticato dal mondo, in un territorio non facile da vivere senza comfort soprattutto durante l’inverno, con una meridiana da lui costruita a scandire il passare delle giornate, ma senza risparmiarsi dal dispensare sorrisi e racconti a chi, di tanto in tanto, andava ad offrirgli un piatto caldo.

Charles-Moulin
Charles Moulin

Ma in fondo Charles Moulin non era solo e non era povero, aveva ai suoi piedi la sconvolgente infinità di una finestra sulla vetta delle Mainarde, in cui perdere tutto significa ritrovarsi invece magicamente collegato ad ogni filo d’erba, ad ogni creatura vivente, ad ogni sibilo del vento, significa fare parte naturalmente di un ciclo perfetto che dall’inizio dei tempi è scevro da ogni sofferenza, da ogni bruttezza, da ogni sterminio e lì, seduto sul suo angolo di mondo, aveva bisogno solo del suo pennello e della luce naturale per colorare le tele dei colori delle Mainarde.

Charles Moulin divenne un tutt’uno con la natura, quell’unico grande spettacolo a cui volle assistere fino all’ultimo dei suoi giorni, quell’angolo di mondo che imprimeva a fondo nelle sue tele, così a fondo che lì, su quelle montagne, sono sicura aleggi ancora il suo sguardo silenzioso e saggio.

Charles Moulin si spense ad Isernia il 21 Marzo del 1960 all’età di 91 anni. Purtroppo non c’è una collezione completa delle sue opere, molti dei suoi quadri fanno parte di collezioni private. Potete ammirare tre opere del pittore presso il Comune di Rocchetta a Volturno raffiguranti Castelnuovo nel 1944, nel Museo di Palazzo Pistilli a Campobasso potete trovare un suo autoritratto a pastello.

Mi piace ricordarlo con una frase che era solito ripetere, un pensiero che racchiudeva la sua filosofia:

Io non vivo d’arte, vivo per l’arte e per giungere a ciò, c’è bisogno di un distacco dal mondo e dalla mondanità per recuperare, nella Natura, una intesa come maestra di vita, la scaturigine della visione.

Divergenthink

2 thoughts on “Charles Moulin, il pittore che abitava ai confini della natura

  1. Bellissimo articolo, segnalo un errore viene riportata la stessa data per la nascita che per la vittoria al Prix de Rome

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