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Bauman: le emozioni passano, i sentimenti vanno coltivati

Bauman diceva: I legami, quelli veri, sono stati sostituiti dalle connessioni. Queste le parole del famoso sociologo, filosofo e scrittore, a mio avviso uno dei pensatori che al meglio ha saputo interpretare i profondi cambiamenti della nostra società.

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Sono rimasta davvero affascinata dalla teoria di Bauman sulla società liquida, una modernità in cui non esiste più il concetto di comunità, ma di individuo spaesato e pieno di paure che cerca spasmodicamente di crearsi un’immagine per apparire, vittima di un consumismo che ha cancellato i valori di una volta.

Il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza.

– Bauman

Questo è il ritratto dell’individuo protagonista della modernità liquida, questo è il nostro ritratto. Nello scenario di crisi etica, economica e individuale, uno dei tanti valori che, come dice Bauman, è passato (metaforicamente) dall’essere solido a liquido, è l’amore.

Prima l’amore era una base solida e duratura, una delle certezze che l’individuo aveva, una sola e forte relazione stabile che durava, nel bene e nel male, tutta la vita. Questo perché prima si sapeva come coltivare un rapporto, ora anche l’amore è diventato soltanto uno dei nostri smartphone o vestiti da cambiare periodicamente. Oggi anche l’amore è diventato una merce del consumismo.

L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere rigenerato, ricreato e resuscitato ogni giorno. L’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Per quanto mi riguarda posso dirle: come il vino, il sapore del nostro amore è migliorato negli anni. 

Questa la frase con cui Bauman ha definito il suo concetto di amore. Il sociologo polacco ha chiarito che la quantità delle nostre relazioni è lo specchio di maggiore libertà e più tentazioni della nostra modernità, ma di pari passo è anche sinonimo di minor sicurezza ed equilibrio, questo perché abbiamo trasformato i sentimenti in merce, questo perché siamo impauriti e perennemente in conflitto con noi stessi.

Sicuramente saper amare è una cosa che si impara piano piano, sbagliando e risbagliando, crescendo e maturando, conoscendo noi stessi per capire chi siamo, cosa vogliamo in una relazione, cosa ci rende felici, cosa cerchiamo davvero nell’altra persona. Ma questo non vuol dire che non dobbiamo dare la giusta importanza alle nostre relazioni, la fine di una storia può arrivare per tanti motivi, ci si conosce, si impara a stare insieme e a capire se siamo compatibili o meno, ed è ovvio che questo lo si può fare solo stando insieme, ma questo non deve screditare l’importanza dei nostri legami.

Mia madre, vecchia scuola, mi dice sempre che quando c’è l’amore c’è tutto, ovvero che se ci si ama veramente, le soluzioni si trovano perché si ha la volontà di trovarle, ma è anche vero che l’amore non è abbastanza: bisogna imparare ad accettare i cambiamenti che negli anni il nostro amore affronterà, prendendoci cura del nostro rapporto come se fosse una piantina da annaffiare tutti i giorni, proprio perché le emozioni passano, ma i sentimenti, quelli veri, vanno coltivati, vanno curati dedicando loro le nostre cure, le nostre attenzioni, il nostro tempo.

È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante.

– Il piccolo principe

Oggi pretendiamo di avere tutto senza fatica: lavoro, guadagno, risultati, conoscenza. Ma le cose richiedono tempo, sacrificio ed energia, proprio come l’amore. Bauman interpreta così i mutamenti dei nostri legami ai tempi dei social e li paragona al suo rapporto che durò ben 62 anni:

Le relazioni sono state sostituite dalle connessioni. Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza. […] Fin dall’inizio io e mia moglie abbiamo deciso che lo stare insieme, anche se difficile, è incomparabilmente meglio della sua alternativa. Una volta presa questa decisione, si guarda anche alla più terribile crisi coniugale come a una sfida da affrontare. L’esatto contrario della dichiarazione meno rischiosa: “Viviamo insieme e vediamo come va…”. In questo caso, anche un’incomprensione prende la dimensione di una catastrofe seguita dalla tentazione di porre termine alla storia, abbandonare l’oggetto difettoso, cercare soddisfazione da un’altra parte.

L’amore non è mai perfetto, non esiste il principe azzurro sul cavallo e nemmeno la principessa bellissima e sempre sorridente. L’amore a volte fa male, le persone ci deludono, un sentimento può svanire, ma il vero amore lo riconosci subito e per quello vale la pena investire tutto il nostro tempo e le nostre energie, vale la pena superare qualsiasi crisi, vale la pena mettersi in gioco e rischiare di scoprire tutte le nostre carte, perché l’autenticità oggi è una cosa più unica che rara. Non barattate la quantità con la qualità per paura di soffrire, meglio aver amato una sola volta profondamente, che aver avuto mille volte un amore surrogato.

Voglio concludere con una frase di Bauman che stimo profondamente come uomo, prima che come grande pensatore e sociologo.

Il mio fu amore a prima vista, le feci una proposta di matrimonio subito e, nove giorni dopo il nostro primo incontro, lei accettò. Ma c’è voluto molto di più per far durare il nostro amore e farlo crescere per 62 anni.

Divergenthink

 

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