Metamorphosis - Joan Mirò, 1936

Artista supereroe

SoundArticle: Offenbach – Barcarolle, from “The Tales of Hoffmann”

Tanti anni fa

Adoro la musica da quando sono nata, mia madre mi racconta che l’unico modo per farmi smettere di piangere o per farmi addormentare, era quello di farmi ascoltare le arie più belle delle opere italiane e così, magicamente, cullata da Rossini, Verdi e Puccini, i miei sogni danzavano al ritmo di quelle composizioni incantevoli, quando non sapevo nemmeno cosa fossero le parole, quando l’unica cosa che conoscevo era il viso angelico di mia madre.

Perché il post si apre con Offenbach?

La musica per me è come l’NZT-48 per Eddie Morra, perciò mentre lavoro, disegno o scrivo, indosso le mie cuffie e schiaccio il play per trovare la concentrazione giusta. Ho pensato che ogni post debba avere un po’ la sua colonna sonora, come nei film. La musica ci aiuta a ridurre le distanze, a bloccare il tempo, a creare un linguaggio universale. Saremo sintonizzati sullo stesso mood e mi coccola l’idea che, mentre leggiate questi pensieri, saremo immersi nella stessa melodia, io seduta davanti al mio mac a sorseggiare una calda tisana e voi in qualunque angolo di mondo vi troviate.

Io chi sono?

Per ora vi dico che sono un’eterna bambina affascinata dai sognatori, dall’arte, dal cinema, dalla musica, dal design, dai libri… A lot of stuff I know! Per questo da un paio di anni nella mia testolina ronzava sempre l’idea di aprire un blog in cui parlare liberamente di questi argomenti e poterli condividere con voi, perché uno degli aspetti più bello che il web ti offre è proprio questo, “la condivisione” quella parolina magica che per me racchiude il senso della vita e ci nutre.

Artista supereroe

Per me l’artista è un supereroe il cui potere è quello di “sentire forte il mondo” ovvero di possedere una strabiliante sensibilità che lo avvicina all’umanità, ma a volte lo allontana dalla realtà. In quanto supereroe, il suo compito è quello di difendere il mondo dal volgare, dal brutto, dall’involuzione. Lui è un po’ sui generis, vive di un equilibrio schizofrenico in un mondo tutto suo e sovente si sente solo, ma trasforma quella solitudine in qualcosa di comunicante e di emozionante che noi chiamiamo “arte”. E così fare arte diventa lo strumento per creare un vincolo eterno con l’umanità.

L’amor che move il sole e l’altre stelle

Vi è mai capitato di piangere per una canzone troppo bella? Per una poesia che ci sconquassa l’anima? Per un libro che sembra raccontare un pezzettino di noi? A volte la bellezza, quando è tanta, diventa “forte”, disarmante, scioccante, quasi da sindrome di Stendhal. Perciò vi lascio con un mio breve pensiero sull’amore che proviamo di fronte alle cose belle, alle cose che ci nutrono.

Questo è un inno all’amore in tutto il suo splendore, in tutte le sue forme,

l’arte, il cinema, la poesia, la musica… la musica!

Di quei momenti in cui di fronte a tanta bellezza ti si accappona la pelle

e i tuoi occhi diventano lucidi, di quando, con tanta grazia e impetuosità allo stesso tempo

arriva e ti travolge come un’onda d’urto e dentro di te hai un boato devastante

che ti fa tremare con gli occhi di un bambino affascinato.

Questo è il momento in cui la bellezza ti rapisce

e tu non puoi che rimanerne sconvolto.

È l’amore, è la passione che brucia scioccata,

è l’infinito che fa l’amore con l’amore stesso,

è l’amore, è l’amore…

Divergenthink

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